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TURISMO 1950 - 1956
Il modello Turismo fu il primo a uscire dalla catena di montaggio della Rumi e fu presentato alla Fiera Campionaria di Milano nell'aprile 1950. Le consegne al pubblico iniziarono nell'aprile ma già ad ottobre uscì una versione modificata nei colori mentre a novembre, dello stesso anno, fu presentato un nuovo modello migliorato sia nelle prestazione che nella ciclistica. Nel 1953 oltre alla Turismo viene inserita nei listini la Turismo Lusso. Il motore era di nuovo tipo con alettatura maggiorata, il cambio a 4 rapporti, le forcelle anteriori idrotelescopiche e il serbatoio del carburante con capienza maggiorata e di forma diversa. Nel 1955 fu ulteriormente perfezionata la forcella e fu modificato il diametro degli ammortizzatori posteriori. Il modello Turismo poteva essere fornito dai concessionari, su richiesta, con sidecar il fusione d'alluminio dell'azienda Durapid di Roma. La produzione cessò nel 1956.
SPORT 1950 - 1958
Il modello Sport fu senza dubbio il più prestigioso della produzione Rumi e fu superato soltanto, dopo il 1955, dalla prestigiosa Junior. La produzione inizio alla fine del 1950 ma venne presentato al pubblico nel 1951. Il propulsore appariva notevolmente migliorato e dotato di pistoni con un particolare deflettore, brevettato dalla Casa, che sucessivamente fu montato da tutti i modelli Rumi. Nel 1953, 1955 e 1956 sono gli anni in cui questo modello viene migliorato apportando modifiche prima al carburatore poi al cambio e infine nella parte ciclistica, migliorando il molleggio posteriore e infine montando indistruttibili cerchi in ferro Aimon.La produzione cessò nel 1958.
COMPETITION SS52 GOBBETTO 1951 - 1955
Dopo un primo anno positivo dal punto di vista economico, un buon successo di mercato, e da quello meccanico con un motore potente e affidabile collaudato a fondo in molte gare di regolarità e in alcune di velocità, l'azienda decide di allestire una motocicletta specifica per le corse. Nasce il Competition Gobbetto, meglio conossciuto all'estero con la sigla SS52. Mantenedo il basamento del motore invariato, si ebbe però la cura di montare solo i pezzi migliori, testandoli pezzo per pezzo all'autodromo di Monza per almeno 100 Km. I cilindri in ghisa speciale furono col tempo sostituiti da quelli in alluminio, con pistoni in alluminio, e deflettori speciali ad alta turbolenza. La presentazione ufficiale avvenne in occasione del Salone del Ciclo e Motociclo di Milano alla fine del 1951 e in quell'occasione la stampa specializzada gli diede il soprannome di "Gobbetto" per via del caratteristico serbatoio prolungato oltre la testa della forcella e incorporante il portanumero. Nel 1953 fu caratterizzato da alcune modifiche che comprendevano anche il "famoso" serbatoio ma il nomignolo rimase. La produzione cessò nel 1955 e fu costruito in circa una cinquantina di esemplari esportati anche in Inghilterra, Francia, Svezia, Agentina e Stati Uniti.
SCOIATTOLO 1951 - 1957
L'idea era di lanciare un motoveicolo utilitario, a metà strada tra la moto e lo scooter, capace di offrire un elevato grado di protezione e confort per pilota e passeggero. Lo scopo fu raggiunto. La scocca avvolgeva la moto, coprendo tutte le parti meccaniche e riparando il conducente dalle intemperie mentre le ruote da 14" e la particolare forma della carrozzeria garantivano una facilità d'impiego. Il motore era il medesimo della Sport e della Turismo con la sola modifica dei semigusci per consentire l'ancoraggio del motore alla scocca in lamiera. Modificato e potenziato nel 1953 fu migliorato anche esteticamente inserendo un tachimetro-contachilometri nella mascherina del faro e adottando una forcella idrotelescopica nell'anteriore. Da sottolineare, anche se non riscosse successo, la versione con avviamento elettrico un piccolo capolavoro di meccanica nelle migliori tradizioni Rumi.
REGOLARITA' 1952 - 1954 1° e 2° serie
Precursore anche nel campo delle motociclette fuori strada. Nel 1952 la Rumi decise di produrre un modello studiato appositamente per le gare di regolarità, forte delle esperienze degli anni precedenti alle quali partecipava con il modello Sport di serie. Si parte dal telaio del Gobbetto, che era considerato più robusto rispetto ai modelli di serie, intorno vengono assemblati pezzi con caratteristiche peculiari per la specialità, vale a dire: perni delle ruote sfilabili per il cambio rapido dei pneumatici, forcella anteriore telescopica, protezione in tubolari sulle pedivelle, riduzione dei rapporti di cambio per favorire il rendimento del motore ai bassi regimi. Le moto costruite furono riservate ai piloti della casa e non commercializzate. Nella primavera del 1953 con l'introduzione del nuovo motore venne lanciato un modello più aggiornato che rimase in gara fino nel 1955. In tutti quegli anni questi modelli conseguirono lusinghieri successi in campo nazionale e internazzionale.
BICARBURATORE 1953 - 1956
Le gare più impegnative del tempo videro questo modello sul gradino più alto del podio numerose volte. Piloti ufficiali o privati parteciparono, vincendo o piazzandosi numerose volte, alla Milano - Taranto e al Motogiro che erano le gare più impegnative del tempo. La produzione avviata nel 1953 prevedeva diverse varianti e per motivi commerciali con diversi nomi: Gran Sport, 2 Carburatori, Super Sport T.T., Amatore. In realtà le versioni erano solo due: tipo velocità o amatore differenti tra loro solo per i carburatori. Nel 1955 fu adottato un motore con cilindri in alluminio della ditta tedesca K.S in sostituzione di quelli in ghisa.
G.T. - GRANTURISMO 1953 - 1956
Nel 1953, l'anno più propizio per la Casa motociclistica bergamasca, l'ingegner Salmaggi studia e modifica il classico bicilindrico per dar vita a quella che all'epoca era considerata una "media" cilindrata. Nasce la 200 G.T. Per la prima volta sulla moto non appariva il classico marchio comprendente l'incudine e l'ancora, ma la firma personale, serigrafata, di Donnino Rumi e sul tagliavento posto sul parafango anteriore veniva indicata la cilindrata. La scitta fu modificata negli anni successivi e sparì il tagliavento sul parafango. La moto non ebbe il successo che avrebbe meritato a causa della forte concorrenza con case motociclistiche più celebri nelle cilindrate "medie" e cessò di essere prodotta nel 1956.
FORMICHINO 1954 - 1960
La storia dice che fu modellato direttamente dal vero con la creta partendo dal motore posizionato su dei cavalletti da quell'artista che era Donnino Rumi. La sfida, alla Piaggio con la Vespa e alla Innocenti con la Lambretta, fu lanciata nel 1954 con il lancio del Formichino. Carrozzeria portante in lega d'alluminio divisa in due parti, quella anteriore divisa a sua volta in due gusci che incorporava la forcella, il faro e il serbatoio vero e proprio e la carenatura posteriore che costituiva il piano d'appoggio delle selle e il parafanfo della ruota posteriore. Il motore era inserito al centro e fungeva da collegamento rigido fra i due tronconi. Veniva equipaggiato con lo stesso motore a 4 velocità dei modelli Sport e Turismo avvantaggiando così la produzione. Nel 1956 venne modificato inserendo sul fulcro del manubrio un tachimetro contachilometri Veglia e sezionando in due parti la carrozzeria posteriore. Alla versione Normale seguirono diversi modelli partendo dalla versione Sport con cilindri in alluminio, il modello ST-EC dove la sigla EC stava per economico al modello Lusso per arrivare alla versione preparata per le gare e denominata Bol d'Or in seguito ai numerosi successi nel biennio 1957/1958 sulla pista parigina di Montlhéry. La produzione cessò nel 1960 con la chiusura del reparto motociclette delle Fonderie Officine Rumi.
REGOLARITA' SEI GIORNI 1955 - 1960
Nella primavera del 1954 in vista della partecipazione ufficiale alla massacrante Sei Giorni Internazionale di Regolarità in Inghilterra, Guido Rossi preparò una motocicletta che si può considerare il prototipo della moto messa in catalogo l'anno successivo. Quattro moto partecipanti quattro medaglie d'oro...... Era forse la prima volta che una moto veniva appositamente progettata e costruita per il fuoristrada. Il motore inclinato verso l'alto per facilitare il superamento degli ostacoli, il manubrio a corna di bue per una posizione eretta, ammortizzatori idraulici e forcelle idrotelescopiche a lunga escursione, pneumatici tassellati e ruote a perni sfilabili. Sicuramente una vera e moderna moto da fuoristrada.
JUNIOR 1955 - 1959
Nel 1955 prende corpo il progetto di produrre una motoleggera per partecipare alle gare di III categoria. Si parte dalla Bicarburatore, che avendo dato parecchie soddisfazioni in fatto di potenza e affidabilità, si pensa di modificarla nel telaio e nelle sospensioni. Venne pertanto studiato un nuovo telaio in tubi leggeri di vario diametro a culla aperta e doppia triangolazione, forcellone oscillante posteriore e forcella tipo Earles anteriore. Il serbatoio disegnato dallo stesso Rumi ha una notevole capacità di 18 litri. Nel corso degli anni vengono apportate alcune migliorie ma resta di fatto invariata fino al 1959 quando viene sostituita dalla gentleman. Trattandosi di una moto "corsaiola" e avendo n prezzo per l'epoca elevato non è stata prodotta in grande serie.
DIANA 1955 - 1958
Nel 1955 viene tolto dal catalogo il modello Turismo, che fu sostituito dalla Diana, pensando di rinverdire le vendite con un modello totalmente diverso dalle precedenti e offerta a un prezzo contenuto. Due le versioni prodotte, la Turismo e la Sport, il livello di componentistica era però decisamente inferiore a quanto visto sui precedenti modelli, e questo per contenere i costi. Nel 1958 apparve nei cataloghi della casa Bergamasca il modello Puma del tutto identico alla Diana e proposto in due cilindrate di 125 e 175 c.c., in realtà non risulta sia stata costruita in serie.
JUNIOR GENTLEMAN 1959 - 1962
Il Gentleman, inserito nel catalogo Rumi nel 1959, doveva sostituire il glorioso Junior su alcuni mercati. Da questi ereditò, oltre al classico motore, anche il telaio con forcellone oscillante posteriore. Per la prima volta la Rumi, con questo modello, decise di montare componenti prodotti da ditte esterne come la forcella anteriore costruita dalla Marzocchi e ammortizzatori e freni posteriori reperiti sul mercato. La corona posteriore era dotata di parastrappi. Essendo destinata alle gare di categoria Sport venne offerta inizialmente anche nella versione di 175 c.c. La produzione terminò con la chiusura della fabbrica.
MOTOFURGONE 1950 - 1956
Fin dal suo esordio motociclistico, la Rumi si occupò anche di motorizzazione commerciale e presentò alla Fiera Campionaria del 1950 un motofurgone leggero di 125 c.c. montato su un telaio in tubi piegati e saldati. La forcella anteriore era in lamiera stampata con movimento a parallelogramma e il motore posto sotto il sedile di guida. La portata di 300 Kg e un prezzo di listino fissato in Lire 285.000. Il modello si rivelò poco affidabile per via della scarsa ventilazione del motore dovuta alla modesta velocità. Nel 1952 venne sostituito da un modello decisamente superiore come caratteristiche costruttive e il motore fu posto trasversalmente sotto il posto di guida con un raffreddamento assicurato da un efficente sistema ad aria forzata. Questo veicolo, del 1952, rimase invariato per tutta la durata della produzione.